mar 12/02

CRONACHE SICILIANE

Siracusa / Da domani la mostra “Mediterraneo sacro”

Giuliano Rotondi SIRACUSA – Dopo gli straordinari consensi di pubblico e critica ottenuti a Catania la mostra «Mediterraneo Sacro - Arte e architettura contemporanea, per un dialogo fra le culture» si trasferirà a Siracusa, nella splendida cornice di Palazzo Impellizzeri, aula magna della facoltà di Architettura, da domani febbraio al 15 marzo. La kermesse artistica, di livello internazionale, è stata promossa dall'università degli studi di Catania e realizzata da uno staff di esperti e tecnici diretti dal famoso critico d'arte e filosofo Carmelo Strano, ordinario di storia dell'arte presso la Milanese accademia di Brera. Il filosofo «notaio», com'è stato definito il critico catanese trapiantato nel capoluogo meneghino da oltre un quarto di secolo, ha voluto richiamare l'attenzione mondiale su un evento di eccezionale levatura culturale a cui partecipano una quarantina di artisti con oltre cento opere inedite provenienti da diversi Paesi del Bacino del Mediterraneo. L'inestimabile patrimonio interculturale di un percorso artistico multirazziale svoltosi non a caso in Sicilia, consiste nell'avere accomunato pittori e scultori di diversa estrazione etnico-religiosa verso un dialogo di distensione, di tolleranza e di rinnovata fiducia in quella pace che non potrà tardare ad avere ragione su soprusi e violenze. Questo nobile obiettivo perseguito con grande determinazione è realmente ottenibile grazie ad un trait d'union vincente e in grado di superare di fato qualsiasi barriera ideologica e sociale: l'arte. Con questo intento Carmelo Strano è tornato nella sua Sicilia, a Catania, con una manifestazione che si è presto trasformata in un inno alla vita e alla tolleranza fra i popoli nel rispetto assoluto delle proprie origini e delle differenti proposte formali, iconografiche e culturali proprie della diversità, fisiologica perché naturale, con cui si guardano il Mare Nostrum, il sole che lo sovrasta e gli stessi sconfinati territori senza più barriere. Ma non basta «... Nell'aria si percepisce qualcosa di nuovo in maniera tangibile – ha detto Strano – Siamo irenologi, gli amanti di Irene, della pace, come vuole la parola greca. Abbiamo già acquisito il sentimento della pacificazione anche se questa non è minacciata di più che in passato. È solo un fatto di maggiore visibilità ed estensione tipiche dei tempi moderni. Tale sentimento scaturisce dal principio di planetarizzazione a cui ci hanno spinto le nuove tecnologie informatiche. Tutto si globalizza: politica, economia, noglobal e il fondamentalismo. Anche il sentimento di pace...». Fra gli altri, e solo per citarne alcuni, non sono passati inosservati i lavori dell'artista peloritano Emilio Isgrò con i suoi libri-acrilici su legno e quelli più mastodontici dell'israeliano Eran Shakine, con le sue installazioni marmoree già presenti alla Biennale di Venezia del 1995. La mostra-esposizione a cui hanno partecipato pittori e scultori del calibro di Alberto Abate, Valerio Adami, Iole Alessandrini, Samia Allaw, Jawad Al-Malhi, Rasem Badran, Bedri Baykam, Bee, Anat Betzer, Sami Burhan, Zaher Bushnacq, Ugo Cantone, Enzo Cucchi, Aissa Deebi, Mustafa El-Razzaz, Richard England, Nicole Gravier, Bilal Hammad, Emilio Isgrò, Kicka, Luigi Leoni, Lefteris Olympios, Giovambattista Pastorelli, Pino Pinelli, Giò Pomodoro, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Rivka Rinn, Costantino Ruggeri, Magdy Tewfik Saad, Medhat Shafik, Eran Shakine, Yuval Shaul, Ismail Tahhan, Jafar Tukan, Valentino Vago e Hossein Zendiroudi, sarà l'anticipazione di un evento di portata ben più vasta. Si parla già della Quadriennale del Mediterraneo che vedrà Catania come città metropolitana «cerniera» artistica dei paesi maghrebini.